Autore: Lucia Rizzieri

  • GREVIO: pubblicato il report sull’Italia

    Il 2 dicembre 2025 è stato pubblicato il primo Rapporto di valutazione tematica sull’Italia da parte del Gruppo di esperte del Consiglio d’Europa (GREVIO).

    Il rapporto, che analizza gli sviluppi dal 2020 al 2025, accoglie con favore lo sviluppo del quadro legislativo del Paese in materia di violenza contro le donne, e anche le misure adottate per rafforzare la risposta del sistema di giustizia penale alla violenza contro le donne.

    Allo stesso tempo, il GREVIO individua ambiti che richiedono ulteriori misure per dare attuazione alla Convenzione di Istanbul. In particolare sottolinea la necessità di semplificare e accelerare l’erogazione di finanziamenti adeguati ai centri antiviolenza e alle case rifugio, nonché per armonizzare i criteri di assegnazione di tali fondi. Ulteriori risorse risultano inoltre necessarie per sostenere l’attuazione delle riforme della giustizia penale.

    Evidenzia inoltre:

    • alla luce dell’aumento della violenza sessuale contro le bambine e le ragazze e della crescente fruizione di pornografia violenta da parte dei minori, la necessità di rafforzare azioni preventive adattate alla capacità evolutiva deglə studenti, in linea con l’articolo 14 della Convenzione di Istanbul;
    • criticità nelle leggi e nelle prassi relative all’affidamento e al diritto di visita, invitando le autorità italiane a garantire che gli episodi di violenza domestica costituiscano un criterio giuridico obbligatorio da considerare sistematicamente nelle decisioni in materia.

    Il GREVIO esprime inoltre preoccupazione per l’uso della giustizia riparativamnei casi di violenza domestica, stupro, stalking e omicidio, sottolineando la necessità di procedere con cautela e chiedendo l’applicazione sistematica di specifiche garanzie, tra cui: la valutazione del rischio, un’informazione completa e chiara per le vittime, la verifica del consenso libero e informato, la rappresentanza legale e una formazione specifica per gli operatori che operano in ambito di giustizia riparativa.

    Infine, il GREVIO auspica l’introduzione di una formazione obbligatoria sulla violenza contro le donne per un’ampia gamma di professionistə, con una particolare raccomandazione per la magistratura civile e penale, al fine di evitare la rivittimizzazione delle donne nei tribunali, contrastare l’alto numero di archiviazioni e il basso numero di condanne, e garantire il pieno riconoscimento della violenza.

  • Gender Equality Index 2025

    Nonostante i progressi compiuti in tutta Europa, secondo l’indice di uguaglianza di genere 2025 dell’EIGE, che introduce nuovi indicatori e un ritmo di cambiamento rinnovato, la piena uguaglianza di genere è ancora lontana almeno 50 anni… 

    Altri risultati chiave dell’indice includono:

    • Il punteggio dell’indice di uguaglianza di genere dell’UE per il 2025 è 63,4 su 100
    • I progressi sono disomogenei, con valori che vanno da 47,6 (Cipro) a 73,7 (Svezia)
    • I notevoli progressi nel processo decisionale economico sono il risultato di una legislazione ambiziosa

  • La rete contro la violenza sulle donne – Bolzano

    Il Comune di Bolzano nel 2009 ha dato vita ad un percorso di lavoro strutturato in rete e ha colto l’occasione offerta dal Dipartimento per le Pari Opportunità per avviare un progetto per la creazione di una rete dei servizi pubblici e privati che, a vario titolo, intervengono nelle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

    La legge provinciale 9 dicembre 2021, n. 13 “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di sostegno alle donne e ai loro figli e figlie” valorizza il contributo della rete territoriale contro la violenza di genere, assegnando alle Comunità comprensoriali e alla città di Bolzano un ruolo fondamentale di governance e coordinamento della rete stessa.

    Il coordinamento della rete contro la violenza di genere spetta al Comune di Bolzano e all’Azienda Servizi Sociali di Bolzano. Il Comune di Bolzano ha partecipato nel 2022 all’avviso pubblico indetto dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento di progetti di informazione e sensibilizzazione rivolti alla prevenzione della violenza maschile contro le donne e per la promozione di buone pratiche nelle azioni di presa in carico integrata da parte delle reti operative territoriali antiviolenza delle donne vittime di violenza maschile.

    Il gruppo di coordinamento della rete è composto da: Comune di Bolzano, Azienda Servizi Sociali di Bolzano, Associazione La Strada – Der Weg, Centro di ascolto antiviolenza GEA, Alloggi Protetti.

    Al progetto partecipano stabilmente più di una trentina di operatrici e operatori dei servizi sociali e sanitari, Forze dell’Ordine, della Magistratura e del Terzo settore.

    Contatti per la rete cittadina contro la violenza sulle donne

    Comune di Bolzano – Ufficio Famiglia, Donna, Gioventù e Promozione Sociale

    Tel.: 0471 997231

    E-mail: 4.2.0@comune.bolzano.it

  • Il libro bianco per la formazione sulla violenza contro le donne

    È ora disponibile online il Libro bianco per la formazione sulla violenza contro le donne. Il volume, curato dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne e sulla violenza domestica istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità, è stato presentato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre 2024, alla presenza della Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella.

    A partire dal Libro bianco, saranno elaborate, sentita l’Assemblea dell’Osservatorio stesso, le Linee guida per la formazione  sulla violenza contro le donne previste dall’art. 6 della legge 168 del 24 novembre 2023.

  • Numero di emergenza

    112

    1522 (a livello nazionale)

    Bolzano:

    GEA Centro di Ascolto Antiviolenza

    Numero verde: 800 276 433

    Casa degli Alloggi Protetti

    Numero verde: 800 892 828

    Merano:

    Donne contro la violenza

    Numero verde: 800 014 008

    Brunico:

    Centro antiviolenza Valle Pusteria

    Numero verde: 800 310 303

    Bressanone:

    Centro antiviolenza Valle Isarco

    Numero verde: 800 601 330

  • Taxi Rosa e Taxi SOS

    Taxi Rosa e Taxi SOS

    Il Comune di Bolzano propone una iniziativa molto utile che mira a garantire maggiore sicurezza alle ragazze durante le ore serali e notturne. 

    Si tratta dei servizi “Taxi Rosa” e “Taxi SOS” che offrono un’alternativa sicura e affidabile nei momenti in cui la sicurezza può risultare compromessa.

    Il “Taxi Rosa” permette alle ragazze di età pari o superiore a 16 anni, residenti a Bolzano e iscritte al servizio di ricevere un rimborso di 5,00 Euro sul prezzo di ogni corsa in Taxi effettuata in qualsiasi giorno della settimana dalle ore 20.00 alle ore 6.00, per un massimo di 50 buoni l’anno.

    Il “Taxi SOS” permette invece alle ragazze di etá compresa tra 16 e 25 anni di usufruire di una corsa gratuita annuale nell’ambito del territorio urbano, se si trovano in una evidente situazione di pericolo, solo verso l’abitazione o luoghi di primo soccorso.

  • La vittimizzazione secondaria

    Il concetto di “colpevolizzazione della vittima” è stato coniato da William Ryan con con la pubblicazione, nel 1971, del suo libro intitolato appunto Blaming the victim. La pubblicazione è una critica al saggio di Daniel Patrick Moynihan, The Negro Family: The Case for National Action, 1965, in cui l’autore descriveva le sue teorie sulla formazione dei ghetti e la povertà intergenerazionale.
    Ryan muove una critica a queste teorie in quanto le considera tentativi di attribuire la responsabilità della povertà al comportamento e ai modelli culturali dei poveri stessi. Il concetto è stato ripreso in ambito legale, in particolare in difesa delle vittime di stupro accusate a loro volta di aver causato o favorito il crimine subìto.
    Generalmente si parla di “vittimizzazione secondaria” (o post-crime victimization) quando le vittime di crimini subiscono una seconda “vittimizzazione”, cioè una seconda aggressione, che le rende di nuovo vittime, da parte delle istituzioni.
    Questa seconda aggressione può essere operata anche da rappresentanti delle Istituzioni, ad esempio da figure sanitarie, polizia, avvocati e della magistratura (che possono non credere alla versione della vittima e accusarla di avere provocato l’aggressione). Anche i mass media possono causare una
    “vittimizzazione secondaria”, per esempio pubblicando la foto e il nome della vittima, esponendola all’opinione pubblica senza nessuna etica, oppure insinuando che la denuncia sia una calunnia senza attendere il verdetto del tribunale.
    Le istituzioni che possono esercitare vittimizzazione secondaria sono per lo più forze dell’ordine, magistratura, servizi sociali e servizi sanitari.
    Da una indagine qualitativa effettuata dal centro antiviolenza Dire Donne in rete contro la violenza, del novembre 2023, si evince che all’inizio del percorso di uscita dalla violenza il 60% delle donne ha subìto vittimizzazione secondaria da parte delle forze dell’ordine e degli operatori della giustizia, il 32% da parte dei servizi sociali e il 25% da parte degli operatori sanitari. Riguardo agli operatori sanitari, dalla su indicata ricerca, si evince che la vittimizzazione secondaria si manifesta, per lo più, nel primo contatto che la donna, vittima di violenza, ha con il pronto soccorso e si estrinseca con scarsa attenzione, mancanza di empatia, esplicitazione di dubbi circa la violenza subìta, scarsa disponibilità all’ascolto, o anticipazione di ciò che la donna può fare, anche riguardo alla eventuale denuncia, con la rappresentazione di scenari, che la vittima, in condizioni di completa destabilizzazione, può percepire come un rischio per sé e per eventuali figli.
    Un altro impatto la vittima di violenza, nella maggior parte dei casi, lo ha con la figura dello psicologo, afferente ai servizi territoriali, che nella presa in carico integrata, nella valutazione della sua condizione psicofisica e delle competenze genitoriali, nel caso in cui ci siano dei figli, può non dare particolare importanza alle violenze subìte dalla donna, arrivando a considerarla parzialmente incompetente nella gestione dei figli.

    [Tratto da “Il libro bianco per la formazione sulla violenza contro le donne”]

  • L. 3 ottobre 2025, n. 150

    Istituzione della giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (body shaming).

    https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;150

  • Lo Spazio Neutro di Azienda Servizi Sociali di Bolzano

    Lo Spazio Neutro è un luogo che tutela il minore nel suo diritto di visita e nel contempo verifica se ci sono i presupposti per l’assunzione delle responsabilità genitoriali e facilita e sostiene la relazione minori-genitori. La finalità principale è quindi rendere possibile e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori a seguito di separazione, divorzio conflittuale, affido e altre vicende di grave e profonda crisi familiare.
    L’accesso al servizio può avvenire esclusivamente attraverso i distretti sociali dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

    Via Andreina Emeri 15, Bolzano

    Tel: 0471 1626580 oppure 0471 1626583

    Info.affido@aziendasociale.bz.it

  • Video animato per giovani -“Choose respect”

    All’interno del progetto ministeriale “Una comunità in Rete per contrastare la violenza di genere 2” è stato realizzato un video in animazione che è stato diffuso sulle principali piattaforme.

    Il video, dal titolo “Choose respect” e realizzato in animazione dal grafico bolzanino Alessandro Grimaldi, è pensato principalmente per un pubblico giovanile. Attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, il video mette in scena quattro situazioni adolescenziali, inizialmente caratterizzate da dinamiche tossiche come il controllo, la gelosia e la manipolazione, che vengono poi rilette in chiave positiva e consapevole. Ciascuna situazione viene quindi mostrata in due versioni (una con esiti disfunzionali e una con esiti costruttivi) con l’obiettivo di stimolare una riflessione critica sui modelli relazionali odierni e promuovere un approccio basato sul rispetto, sull’autonomia e sull’ascolto reciproco.

    Ecco il link per visualizzare il video: https://www.youtube.com/watch?v=-wHWp-V43Z8

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