Di.Re Donne in Rete contro la violenza
L´associazione nazionale D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza” costituita il 29 settembre 2008 e´la prima associazione italiana a carattere nazionale a cui aderiscono associazioni e organizzazioni di donne che gestiscono Centri Antiviolenza e Case Rifugio non istituzionali. Il suo scopo e´quello di affrontare il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere, collocando le radici di tale violenza nella disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali.
Direttiva per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza
Il 15.04.2023 è entrata in vigore la “Direttiva per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza” (Policy per la tutela dell’infanzia e adolescenza).
L’obiettivo è garantire, promuovere e tutelare il benessere e la protezione di bambine, bambini, adolescenti e donne, con particolare attenzione alla prevenzione di tutte le forme di violenza nei loro confronti.
In tutte le attività svolte da D.i.Re vengono adottate misure di protezione e tutela nei confronti dei/delle minorenni di età inferiore ai 18 anni con cui l’associazione entra in contatto, nell’ambito dello sviluppo di progetti che possono riguardare i seguenti ambiti:
prevenzione nelle scuole, ricerca, pianificazione di interventi a favore dei/delle minorenni a livello europeo e nazionale.
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Strategia nazionale per la parità di genere
È la prima nella nostra storia e viene redatta per dare al Paese una prospettiva chiara e un percorso certo verso la parità di genere e le pari opportunità, per tracciare con nitidezza un sistema di azioni politiche integrate in cui troveranno vita iniziative concrete, definite e misurabili.
Ecco il link al file
Convenzione n. 190 dell’OIL sulla violenza e le molestie (Organizzazione Internazionale del Lavoro)
Questa Convenzione vuole eliminare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro. L’accordo è entrato in vigore il 29 ottobre 2022.
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Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne
L’obiettivo del “Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023” è volto di continuare a dare impulso all’azione di Governo per rispondere a bisogni che attengono ai molteplici aspetti connessi alle condizioni di violenza: la prevenzione, la protezione delle vittime, la punizione degli uomini che agiscono la violenza, la formazione e l’educazione di operatori e popolazione, l’informazione e la sensibilizzazione, l’azione sugli uomini maltrattanti, la tutela delle donne migranti e vittime di discriminazioni multiple, l’autonomia lavorativa, economica e abitativa e la diffusione dei luoghi dedicati alle donne.
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Decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93
Questo decreto prevede disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere.
Legge
Legge 19 luglio 2019, n. 69
Modifiche al Codice Penale, al Codice di Procedura Penale e ad altre disposizioni per proteggere le vittime di violenza domestica e di genere.
Legge
Decreto del 22 gennaio 2025
Disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento e l’accreditamento degli enti e delle associazioni abilitati ad organizzare percorsi di recupero destinati agli autori dei reati di violenza contro le donne e di violenza domestica.
al decreto
LEGGE 19 luglio 2019, n. 69
Il 7 marzo 2025 è stato approvato il disegno di legge che prevede l’introduzione del reato di femminicidio nell’ordinamento giuridico italiano. Sarà considerato femminicidio il delitto commesso da chiunque provochi la morte di una donna per motivi di discriminazione, odio di genere o per impedire l’esercizio dei suoi diritti e l’espressione della sua personalità.
Il nuovo reato di femminicidio è punito con l’ergastolo, in considerazione dell’estrema urgenza criminologica del fenomeno e della particolare struttura del delitto.
Tra le ulteriori misure previste dal disegno di legge figurano:
- l’introduzione di limitazioni all’accesso ai benefici previsti dalla legge per i detenuti condannati per reati rientranti nel “Codice Rosso” (procedura d’urgenza per la violenza domestica e di genere),
- la presunzione legale dell’adeguatezza degli arresti domiciliari nella scelta delle misure cautelari,
- il diritto dei familiari della vittima, su loro richiesta, a essere informati in caso di evasione, scarcerazione, revoca o modifica delle misure applicate all’imputato o al condannato.
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