Autore: UnBlock Media Apps

  • Tribunale per i minorenni di Bolzano

    Tribunale per i minorenni di Bolzano

    Di che cosa si occupa il tribunale per i minorenni?

    Interviene con sentenze e decreti, anche in via d’urgenza. Quando la condotta del genitore è pregiudizievole al figlio o alla figlia puó adottare i provvedimenti convenienti e puó anche disporre l’allontanamento del o della minore dalla casa familiare o l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del o della minore.

    In caso di violenza in famiglia, puó essere disposto anche il collocamento del o della minore in una struttura protetta, assieme alla madre.

    Il Tribunale per i Minorenni non ha potere di attivarsi di sua iniziativa, ma puó intervenire soltanto su ricorso del pubblico ministero della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, del genitore o dei parenti del /della minore.

    Soprattutto nei procedimenti a tutela di minori il Servizio sociale territoriale è di solito coinvolto sin dall’inizio, perché spesso ha segnalato la situazione alla Procura per i Minori.

    Contatto:

    Corso Libertá 23, Bolzano

    tel: 0471 226479

    e-mail: Tribmin.bolzano@giustizia.it

  • Procura della repubblica presso il tribunale di Bolzano

    Procura della repubblica presso il tribunale di Bolzano

    Di che cosa si occupa?

    E’ competente per tutti i reati commessi nella Provincia di Bolzano da maggiorenni: in particolare riceve la notizia di reato (denuncia, querela, esposto), svolge le indagini necessarie, esercita l’azione penale, se non ritiene di chiedere l’archiviazione, sostiene l’accusa in giudizio , cura l’esecuzione delle pene; in sede civile, a tutela delle persone deboli, partecipa ai giudizi di separazione, divorzio, interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno.

    Come sono gli orari?

    Per 24 ore e per 365 giorni all’anno un/a magistrato/a della Procura è di turno esterno, il che significa che deve essere reperibile di giorno e di notte da parte delle Forze dell’Ordine per ogni urgenza o necessitá che si possa verificare.

    Chi sono i magistrati/e?

    I/ le magistrati/e della Procura hanno come interlocutori principalmente le Forze dell’Ordine che mandano le notizie di reato ed alle quali vengono delegate le indagini che si svolgono comunque sotto la direzione ed il controllo del Magistrato.

    Chi puó recarsi alla procura?

    Chiunque puó segnalare alla Procura della Repubblica ipotesi di reato. Ogni segnalazione, qualora sussista la condizione di precedibilitá, viene esaminata ed eventualmente approfondita con opportune indagini. I servizi possono sempre richiedere appuntamenti con i/le magistrati/e del gruppo di lavoro fasce deboli o rivolgere richieste di chiarimenti o informazioni anche via mail o telefono.

    Contattot:

    Piazza Tribunale 1, Bolzano

    tel: 0471 226111

    sito web: www.pocura.bz.it

    e-mail: Procura.bz@giustizia.it

  • Casa alloggi protetti

    Casa alloggi protetti

    Cosa offre la casa alloggi protetti?

    Offre protezione, spazio e opportunitá per donne e bambin* in situazioni di violenza.

    Alle donne e ai loro figli e alle loro figlie viene offerto gratuitamente:

    • Una sistemazione abitativa temporanea
    • Consulenza economica, legale, socio-sanitaria
    • Assistenza professionale per l’elaborazione del vissuto

    Raggiungibili al numero verde

    800 89 28 28

    Contatto

    Associazione Casa alloggi protetti del KFS EO

    Casella postale 103 – 39100 Bolzano

    tel: 0471 970350

    e-mail: info@hdgw.it

    sito web: www.hdgw.it

  • Women Empowerment

    Women Empowerment

    Il punto WE_Women Empowerment è nato dalla collaborazione tra il settore Donna del Comune di Bolzano e le associazioni locali per realizzare azioni corali di empowerment femminile, incontra e ascolta le donne, nei loro bisogni, desideri e aspettative, e ne valorizza le molteplici competenze, senza distinzioni di età, provenienza e identità.

    Di cosa si occupa il WE?

    Si occupa a diversi livelli di lavoro, di narrazione, di arte, di sport, di violenza e di identità di genere. WE si inserisce a pieno titolo nell’ambito delle visioni dell’Assessorato alle Pari Opportunità comunale che opera per affermare il diritto di cittadinanza e di autodeterminazione di ogni donna: il diritto di esserci, nel lavoro, nella società, nella cultura e nella politica. Per affermare il diritto di decidere per sé, liberamente, per le proprie scelte di vita, superando stereotipi e condizionamenti socio-culturali che spesso vincolano le donne in ruoli tradizionali.

    L’opuscolo di presentazione delle realtá presenti al WE è scaricabile al seguente link:

    Le associazioni dello Spazio We – Women Empowerment / News / Novità / Città di Bolzano – Città di Bolzano

  • Esenzione del ticket per le vittime di violenza

    Esenzione del ticket per le vittime di violenza

    Le donne vittime di violenza riceveranno un’esenzione del ticket per le prestazioni sanitarie.

    Per le donne e i bambini vittime di violenza, a partire da febbraio 2024 verrà introdotta un’esenzione dal pagamento del ticket. La nuova misura destinata a donne e bambini vittime di violenza prevede l’introduzione di un nuovo codice a partire dal febbraio 2024, che garantirà ai soggetti esposti a violenza l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche, diagnostiche, terapeutiche, riabilitative e di altro tipo legate alla cura delle vittime di violenza. . I pazienti riceveranno dal medico del pronto soccorso un codice identificativo, valido fino a un anno e rinnovabile in base alla situazione clinica e psicologica della vittima.

  • Violenza contro le persone con disabilità

    Violenza contro le persone con disabilità

    Le donne con disabilità sono particolarmente spesso vittime di violenza. Secondo studi recenti provenienti dall’area germanofona, una donna con disabilità su due fino a quattro è vittima di violenza.

    In Alto Adige non ci sono studi sul tema della violenza contro le donne con disabilità.

    Chi sono gli autori delle violenze?

    Gli autori delle violenze provengono spesso dall’ambiente sociale vicino alle donne. Si tratta di familiari, conoscenti, vicini di casa e persone di supporto.

    Molto spesso le donne con disabilità subiscono violenza anche da altre persone con disabilità (violenza tra pari).

    Quali sono i fattori di rischio?

    • Dipendenza: Le donne con disabilità dipendono spesso dal supporto di assistenti e familiari. Questa dipendenza dagli altri crea uno squilibrio di potere, di cui gli autori delle violenze approfittano.
    • Isolamento: Le donne con disabilità che vivono in strutture residenziali hanno difficoltà ad accedere alle informazioni e ai servizi di supporto. Le persone con disabilità hanno spesso meno contatti sociali rispetto a quelle senza disabilità.
    • Discriminazione e bassa autostima: Le difficoltà nella comunicazione e la scarsa consapevolezza dei propri diritti e limiti favoriscono esperienze di violenza e abuso prolungate, così come l’impotenza nel riuscire a interromperle.
    • Mancanza di educazione sessuale: Alle donne con disabilità viene spesso negato il diritto alla sessualità o l’accesso a informazioni sulla sessualità. La mancanza di conoscenza del proprio corpo, dei propri limiti e della propria sessualità favorisce gli abusi sessuali.

    Protezione dalla violenza inclusiva! Adesso!

    Il tema della violenza e della protezione dalla violenza deve essere sempre considerato in modo inclusivo, perché le persone in una società sono colpite dalla violenza in modi diversi. Una protezione dalla violenza inclusiva garantisce a tutti l’accesso equo al diritto di una vita autodeterminata e senza violenza.

    Elementi fondamentali della protezione inclusiva dalla violenza

    • Accessibilità architettonica dei centri di supporto
    • Informazioni accessibili sui centri di supporto e sui numeri di emergenza
    • Consulenza accessibile (linguaggio semplificato, lingua dei segni, comunicazione scritta).
    • Visibilità della violenza contro le donne con disabilità nel discorso sulla violenza contro le donne.
    • Concetti obbligatori di protezione dalla violenza nelle strutture per persone con disabilità.
    • Rilevazione statistica delle aggressioni e della violenza nelle strutture e nei servizi.
    • Prevenzione attraverso corsi per donne con disabilità sui temi dell’essere donna, sessualità, i miei diritti, autodifesa.
    • Integrare la violenza contro le donne con disabilità nella sensibilizzazione interdisciplinare, nella formazione continua e nella rete di professionisti dei settori della polizia, della giustizia, della medicina e del sociale.
    • Offerte di supporto psicoterapeutico per donne con disabilità.

    Centro di supporto:

    Centro di consulenza LISEA – Consulenza su amore e sessualità – Lebenshilfe: al sito web

    Documenti e link utili in linguaggio semplificato:

    • Progetto Erika nel pronto soccorso dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige: al volantino
    • Tutto chiaro? Un opuscolo per giovani donne: all’opuscolo

  • Contatti per la rete cittadina

    Contatti per la rete cittadina

    Comune di Bolzano:

    Ufficio Famiglia, Donna, Gioventù e Promozione Sociale

    tel: 0471 997231

    mail: 4.2.0@comune.bolzano.it

  • Presentazione della rete cittadina contro la violenza sulle donne

    Presentazione della rete cittadina contro la violenza sulle donne

    La rete di Bolzano contro la violenza di genere è nata nel 2008 grazie al finanziamento da parte del Dipartimento per le Pari Opportunità.

    Qual è l’obiettivo?

    L’obiettivo della rete è intervenire nelle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

    Chi ne fa parte?

    Al progetto partecipano stabilmente una trentina di operatrici e operatori dei servizi sociali e sanitari, Forze dell’Ordine, della Magistratura e del Terzo settore.

  • Il consenso

    Il consenso

    Che cos’è il consenso?

    Il consenso è un accordo libero e reciproco che deve essere presente in ogni relazione intima. Significa che entrambe le persone coinvolte scelgono volontariamente e senza pressioni di partecipare a un rapporto.

    Anche se molti giovani dichiarano di sapere che il consenso è fondamentale, nella pratica emergono spesso difficoltà: per esempio, alcune ragazze e ragazzi raccontano di sentirsi in imbarazzo nel dire “no”, o di avere paura di deludere il partner.

    È importante ricordare che:

    • il consenso deve essere chiaro, esplicito e continuo: non basta un “sì” detto una volta;
    • ogni persona ha sempre il diritto di cambiare idea, in qualsiasi momento;
    • l’assenza di un rifiuto non significa automaticamente consenso;
    • il modo di vestirsi o il comportamento non giustificano mai la mancanza di rispetto o la violenza.

    Promuovere una cultura del consenso significa imparare ad ascoltare sé stessi e l’altro/a, rispettare i confini personali e costruire relazioni basate sulla fiducia, sulla comunicazione e sul rispetto reciproco.

    Sondaggi

    Quasi la metà degli intervistati maschi ritiene che una ragazza che non vuole davvero avere un rapporto sessuale possa trovare un modo per evitarlo e che le ragazze possano contribuire a causare violenza sessuale attraverso il loro abbigliamento o il loro comportamento.

    Infine, il 21% sia dei ragazzi che delle ragazze è fortemente o abbastanza d’accordo sul fatto che una ragazza sia sicuramente in grado di acconsentire o meno a un rapporto sessuale.

  • Violenza digitale

    Violenza digitale

    Viviamo in un mondo in cui i confini tra vita online e offline sono sempre più labili e le esperienze online hanno un impatto reale sulla vita dei bambini, con conseguenze fisiche ed emotive significative.

    Gli ambienti digitali non devono quindi essere considerati solo come strumenti di intrattenimento o comunicazione, ma come mezzi reali per la codifica e la costruzione di relazioni sociali.

    Cos’é la violenza digitale?

    La violenza di genere online è definita come “qualsiasi forma di violenza di genere perpetrata online o commessa, aiutata o favorita in tutto o in parte attraverso un mezzo digitale e diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce in modo sproporzionato le donne”.

    Come può avvenire?

    • Minacce sessuali: costringere o fare pressione ad assumere comportamenti sessuali online o condividere materiale sessuale online.
    • Molestie sessuali: qualsiasi sessualizzazione non richiesta della persona che si trova a ricevere commenti, richieste o contenuti indesiderati online.
    • Cyberstalking: raccoglie varie attività, tra cui l’uso di app per geolocalizzare la persona o di tecnologie per controllare, seguire e molestare la persona.
    • Abusi relazionali digitali: consiste nel ricorso alle tecnologie per controllare e abusare della/del partner attraverso gli strumenti digitali.
    • discorsi discriminatori – hate speech: discorsi discriminatori in base a genere, razza, età, orientamento sessuale della persona ecc.
    • Sextortion: forma di ricatto online utilizzando foto e/o video condivisi dalla persona vittima.
    • Victim Blaming: Consiste nell’accusare parzialmente la vittima di una violenza di genere (ad esempio uno stupro) di aver in qualche modo provocato o contribuito a quello che le è accaduto.

    Qui trovate il link

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