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  • Taxi Rosa e Taxi SOS

    Taxi Rosa e Taxi SOS

    Il Comune di Bolzano propone una iniziativa molto utile che mira a garantire maggiore sicurezza alle ragazze durante le ore serali e notturne. 

    Si tratta dei servizi “Taxi Rosa” e “Taxi SOS” che offrono un’alternativa sicura e affidabile nei momenti in cui la sicurezza può risultare compromessa.

    Il “Taxi Rosa” permette alle ragazze di età pari o superiore a 16 anni, residenti a Bolzano e iscritte al servizio di ricevere un rimborso di 5,00 Euro sul prezzo di ogni corsa in Taxi effettuata in qualsiasi giorno della settimana dalle ore 20.00 alle ore 6.00, per un massimo di 50 buoni l’anno.

    Il “Taxi SOS” permette invece alle ragazze di etá compresa tra 16 e 25 anni di usufruire di una corsa gratuita annuale nell’ambito del territorio urbano, se si trovano in una evidente situazione di pericolo, solo verso l’abitazione o luoghi di primo soccorso.

  • La vittimizzazione secondaria

    Il concetto di “colpevolizzazione della vittima” è stato coniato da William Ryan con con la pubblicazione, nel 1971, del suo libro intitolato appunto Blaming the victim. La pubblicazione è una critica al saggio di Daniel Patrick Moynihan, The Negro Family: The Case for National Action, 1965, in cui l’autore descriveva le sue teorie sulla formazione dei ghetti e la povertà intergenerazionale.
    Ryan muove una critica a queste teorie in quanto le considera tentativi di attribuire la responsabilità della povertà al comportamento e ai modelli culturali dei poveri stessi. Il concetto è stato ripreso in ambito legale, in particolare in difesa delle vittime di stupro accusate a loro volta di aver causato o favorito il crimine subìto.
    Generalmente si parla di “vittimizzazione secondaria” (o post-crime victimization) quando le vittime di crimini subiscono una seconda “vittimizzazione”, cioè una seconda aggressione, che le rende di nuovo vittime, da parte delle istituzioni.
    Questa seconda aggressione può essere operata anche da rappresentanti delle Istituzioni, ad esempio da figure sanitarie, polizia, avvocati e della magistratura (che possono non credere alla versione della vittima e accusarla di avere provocato l’aggressione). Anche i mass media possono causare una
    “vittimizzazione secondaria”, per esempio pubblicando la foto e il nome della vittima, esponendola all’opinione pubblica senza nessuna etica, oppure insinuando che la denuncia sia una calunnia senza attendere il verdetto del tribunale.
    Le istituzioni che possono esercitare vittimizzazione secondaria sono per lo più forze dell’ordine, magistratura, servizi sociali e servizi sanitari.
    Da una indagine qualitativa effettuata dal centro antiviolenza Dire Donne in rete contro la violenza, del novembre 2023, si evince che all’inizio del percorso di uscita dalla violenza il 60% delle donne ha subìto vittimizzazione secondaria da parte delle forze dell’ordine e degli operatori della giustizia, il 32% da parte dei servizi sociali e il 25% da parte degli operatori sanitari. Riguardo agli operatori sanitari, dalla su indicata ricerca, si evince che la vittimizzazione secondaria si manifesta, per lo più, nel primo contatto che la donna, vittima di violenza, ha con il pronto soccorso e si estrinseca con scarsa attenzione, mancanza di empatia, esplicitazione di dubbi circa la violenza subìta, scarsa disponibilità all’ascolto, o anticipazione di ciò che la donna può fare, anche riguardo alla eventuale denuncia, con la rappresentazione di scenari, che la vittima, in condizioni di completa destabilizzazione, può percepire come un rischio per sé e per eventuali figli.
    Un altro impatto la vittima di violenza, nella maggior parte dei casi, lo ha con la figura dello psicologo, afferente ai servizi territoriali, che nella presa in carico integrata, nella valutazione della sua condizione psicofisica e delle competenze genitoriali, nel caso in cui ci siano dei figli, può non dare particolare importanza alle violenze subìte dalla donna, arrivando a considerarla parzialmente incompetente nella gestione dei figli.

    [Tratto da “Il libro bianco per la formazione sulla violenza contro le donne”]

  • L. 3 ottobre 2025, n. 150

    Istituzione della giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (body shaming).

    https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;150

  • Lo Spazio Neutro di Azienda Servizi Sociali di Bolzano

    Lo Spazio Neutro è un luogo che tutela il minore nel suo diritto di visita e nel contempo verifica se ci sono i presupposti per l’assunzione delle responsabilità genitoriali e facilita e sostiene la relazione minori-genitori. La finalità principale è quindi rendere possibile e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori a seguito di separazione, divorzio conflittuale, affido e altre vicende di grave e profonda crisi familiare.
    L’accesso al servizio può avvenire esclusivamente attraverso i distretti sociali dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

    Via Andreina Emeri 15, Bolzano

    Tel: 0471 1626580 oppure 0471 1626583

    Info.affido@aziendasociale.bz.it

  • Video animato per giovani -“Choose respect”

    All’interno del progetto ministeriale “Una comunità in Rete per contrastare la violenza di genere 2” è stato realizzato un video in animazione che è stato diffuso sulle principali piattaforme.

    Il video, dal titolo “Choose respect” e realizzato in animazione dal grafico bolzanino Alessandro Grimaldi, è pensato principalmente per un pubblico giovanile. Attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, il video mette in scena quattro situazioni adolescenziali, inizialmente caratterizzate da dinamiche tossiche come il controllo, la gelosia e la manipolazione, che vengono poi rilette in chiave positiva e consapevole. Ciascuna situazione viene quindi mostrata in due versioni (una con esiti disfunzionali e una con esiti costruttivi) con l’obiettivo di stimolare una riflessione critica sui modelli relazionali odierni e promuovere un approccio basato sul rispetto, sull’autonomia e sull’ascolto reciproco.

    Ecco il link per visualizzare il video: https://www.youtube.com/watch?v=-wHWp-V43Z8

  • Tribunale per i minorenni di Bolzano

    Il Tribunale per i Minorenni interviene con sentenze e decreti, anche in via d’urgenza. Quando la condotta del genitore è pregiudizievole al figlio o alla figlia, può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento del o della minore dalla casa familiare o l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del o della minore.

    In caso di violenza in famiglia, può essere disposto anche il collocamento del o della minore in una struttura protetta, insieme alla madre.

    Il Tribunale per i Minorenni non ha potere di attivarsi di sua iniziativa, ma può intervenire soltanto su ricorso del Pubblico Ministero della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, del genitore o dei parenti del /della minore.

    Soprattutto nei procedimenti a tutela di minori, il Servizio sociale territoriale è di solito coinvolto sin dall’inizio, perché spesso ha segnalato la situazione alla Procura per i Minori.

    Contatti:

    Corso Libertà 23, 39100 Bolzano

    Tel.: 0471 226479

    E-mail: Tribmin.bolzano@giustizia.it

  • Gli sportelli di consulenza psicologica nelle scuole

    Gli sportelli di consulenza psicologica e orientamento ai servizi sanitari e sociali rappresentano un servizio stabile nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Bolzano.
    L’estensione del progetto “Parliamone”, con i suoi sportelli di consulenza psicologica sull’intero territorio provinciale, permette di avere costantemente una visione complessiva dei bisogni, delle difficoltà e delle richieste di tutte le componenti scolastiche: alunni, docenti, dirigenti e genitori.

    Lo sportello:

    • ha una funzione di supporto e sostegno per docenti, genitori di tutti gli ordini di scuola, alunni e studenti delle scuole secondarie di I e II grado, offrendo, in tempo reale, consulenze sia a livello individuale che collettivo;
    • svolge una funzione di filtro tra le scuole e i servizi socio-sanitari del territorio per un’eventuale presa in carico di casi che necessitano di trattamenti terapeutici;
    • assume un ruolo di sensore in relazione alle problematiche che emergono più frequentemente e permette quindi di individuare dei percorsi mirati nella promozione di stili di vita positivi e nella prevenzione di comportamenti a rischio.

    Contatti

    Ente competente: Direzione Istruzione e Formazione italiana
    Edificio Plaza, via del Ronco 2, 39100 Bolzano

    Tel.: 0471 41 13 33 | Segreteria: 0471 41 13 56
    E-mail: scuola.italiana@provincia.bz.it

    PEC: scuola.italiana@pec.prov.bz.it

    Sito web: https://scuola-italiana.provincia.bz.it/it/home


    Orari: 

    Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 12.00; il pomeriggio su appuntamento.

  • Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bolzano

    La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni è competente in sede penale per i reati commessi dai/dalle minori di anni 18. Svolge le indagini preliminari, esercita l’azione penale, se non ritiene di chiedere l’archiviazione, sostiene l’accusa in giudizio, cura l’esecuzione delle pene.

    In sede civile è competente a chiedere al Tribunale per i Minorenni i provvedimenti a tutela dei/delle minori in situazione di pregiudizio; attiva preventivamente l’intervento dei servizi; chiede l’apertura della procedura di adottabilità per minori in stato di abbandono; da il parere per tutti i provvedimenti del Tribunale per i Minorenni.

    Servizi erogati

    Nell’ambito civile, la Procura è disponibile a fornire informazioni e chiarimenti ai vari servizi, oltre che ai privati cittadini che possono chiedere di essere sentiti. Incarica la Sezione di Polizia Giudiziaria e i Servizi di svolgere le indagini necessarie ai fini della conoscenza delle situazioni di pregiudizio segnalate e delle determinazioni da assumere.

    Attività specifiche rivolte alle donne

    L’intervento della Procura è finalizzato alla tutela del/della minore. La tutela della madre viene attuata se e in quanto necessaria per il bene del/della figlio/a.

    Operatori/trici presenti

    Presso la Procura svolgono servizio due magistrati, ossia il Procuratore e un/una sostituto/a, coadiuvati dal personale di Cancelleria e da sei ufficiali di Polizia Giudiziaria.

    Modalità di accesso

    Chiunque può segnalare alla Procura situazioni di potenziale pregiudizio di minori. Ogni segnalazione viene esaminata ed eventualmente approfondita attraverso opportune indagini. È possibile avere un appuntamento con i magistrati e con il personale della Polizia Giudiziaria e i servizi possono rivolgere richieste di chiarimenti o informazioni anche a mezzo di posta elettronica.

    Contatti

    Corso Libertà 23, 39100 Bolzano

    Tel.: 0471 226433

    E-mail: procmin.bolzano@giustizia.it

  • Pediatria di libera scelta

    Il/la pediatra si occupa del bambino o della bambina da 0 a 14 anni (su richiesta fino a 16) con particolare riguardo all’aspetto sanitario e psico-evolutivo.

    Offrono anche supporto e consiglio per la mamma in particolare rispetto alla cura del/della bambino/a.

    Si accede al servizio di norma su appuntamento o, in caso di urgenza, negli orari di apertura dell’ambulatorio.

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